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Storia

visti da Giuseppe Ronconi

Ciapponi in maglia Pezzini e in maglia Lazio - (foto archivio ASM70)

PAOLO CIAPPONI - Siamo a metà dell'anno scolastico, Paolo ha qualche problema in seconda media (come tanti). L'insegnate di lettere mi chiede collaborazione per convincere il "nostro" a sfogare attraverso lo sport qualche energia per eccesso di turbolenza. Poalo con noi si trova bene; è l'anno 1970 o forse il 1971; l'insegnate di lettere segnò la fortuna di Paolo e anche la nostra. Mai mi sono dovuto lamentare di Paolo, da subito chiamato "Lesto" per l'immediatezza del movimento breve. Alla collega che lo trovò cambiato e maturo risposi: è lui che ha trovato qualcosa di cui aveva bisogno. Lesto diventa bravo nell'arresto e tiro tanto che io non ricordo uguali da nessuna parte. Magari sbaglio, chiamo Bertoldi (ex allenatore nazionale) che condivide appieno il mio pensiero. Lesto è a Roma, gioca con Monaco, la "gazzetta" riporta il fatto chiamandolo SEAPON (leggasi sipon/francesino). Disinvolto, mite ma abbastanza deciso, piace alla Lazio, fà esperienza, gioca in arresto e tiro (letale) e li mette giù tutti, ahh se c'erano i 3 punti!!! Seguono alcune stagioni con il Cagliari e quando torna a Morbegno grazie a Pezzini fa centro nel basket, fa centro nel lavoro, fa centro nella vita. Oggi  è dirigente nell' ASM70 e  il suo secondo figlio Andrea  gioca  in C2 e nell'Under21.
Lesto continua così, sono in tanti fieri di te!

Buzzetti in maglia Pezzini e in maglia Bologna - (foto archivio ASM70)

MARCELLO BUZZETTI - Noi a Morbegno di alto abbiamo i monti, più a terra i campanili. E' mai possibile che ci diamo al basket, sport per lunghi?
Presto fatto. Girando per le aule osservo uno spilungone; gli dico: "come ti chiami?" "Marcello" risponde, dopo avergli domandato di venire nel basket. Non si fece pregare. Ha sempre lavorato con impegno e carattere: gli piaceva provocare e rispondere, non aveva grandi muscoli ma era il nostro "campanile" e giocava con intelligenza.
Anche Marcello veniva scelto da Bertoldi e prova per Bologna, così fà un'esperienza sportiva di grande livello. Oggi, quando lo rivedo, mi pare di cogliere una sua serenità esistenziale che lo tiene ancora in quella bella città. Marcello non era di molte parole ma ha sempre avuto un attaccamento alla squadra ed allo sport del basket davvero esemplare. Bravo "campanile" del basket Pezzini.

Gianluca Tarabini - (foto archivio ASM70)

GIANLUCA TARABINI - Dopo tanti anni di latitanza, Gianluca Tarabini è ritornato nella Società con il ruolo di dirigente accompagnatore nelle squadre giovanili.
"Chester", questo il nome con il quale è conosciuto su buona parte dei parquet lombardi, aveva iniziato l'attività alla corte di Pucci Ronconi, nel lontano 1970. Nato il 4 luglio del 1958 a Morbegno è approdato alla pallacanestro favorito dalle sue doti fisiche. La sua altezza lo ha immediatamente fatto diventare una pedina fondamentale della formazione morbegnese. Nel corso delle stagioni trascorse nei campionati giovanili, Chester ha saputo affinare la sua tecnica di base e diventare un elegante stoppatore. Il suo punto debole è sempre stato il numero di falli.
Era difficile che riuscisse a giocare per intero un incontro. Il quinto fallo era sempre in agguato. Altra spina nel fianco le percentuali di realizzazione di tiri liberi, decisamente insufficienti. Per il resto Chester era un giocatore completo. Buon tiro da distanza ravvicinata, grande tempismo sotto i tabelloni, stacco imperioso e una rapidità non comune tra i pivot della sua stazza.
Le sue specialità i rimbalzi e, come stavo dicendo le stoppate. Ancora oggi, molti dei giovani giocatori della Pezzini, ricordano le sue stoppate. "Quando ti prendeva il tempo era difficile far passare il pallone senza che le sue mani lo toccassero".
La sua carriera è stata lunghissima. 17 anni di frenetica attività. Oggi Chester è tornato in gruppo. In tribuna durante le partite fa coppia con il Presidente Gottari, sugli spalti del PalaMattei.
I figli Andrea e Nicola giocano entrambi nell'ASM70 così come i due nipoti Matteo e Giacomo.


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