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Storia

visti da Gianfranco Busi

ALBERTO GAVAZZI


Capitano di quell'incredibile generazione di ragazzi nati nel 1960, in grado di cogliere l'ottavo posto assoluto alle finali nazionali di categoria svoltesi a Roma nell'oramai lontano 1973.
Alberto Gavazzi canottiera n. 7, era un cecchino infallibile ma anche un esempio di serietà e dedizione da seguire per i giovani che lo vedevano cimentarsi in palestra.
Non solo attaccante ma anche eccellente difensore e giocatore di grande acume tattico, tanto che sarebbe potuto diventare un eccellente allenatore.
L'unico rammarico, il fatto che Gavazzi si ritirò giovanissimo quando aveva solo 23 anni. Uno dei protagonisti assoluti della Pezzini che tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 salì dalla Promozione alla serie D. Da matricola i morbegnesi furono subito grandi protagonisti ed al termine della stagione 1979/80 si qualificarono per la poule C2.
Le prime due classificate sarebbero passate di categoria ma i morbegnesi giunsero al 3° posto, perdendo di un solo punto la sfida diretta a Gallarate. Uno dei punti di forza della formazione allenata da Pucci Ronconi, costituiva con "Lesto" Ciapponi, Bulanti e Borellini un incredibile pacchetto di tiratori. Se ci fosse stato all'epoca il tiro da tre punti i suoi bottini personali sarebbero stati ancora più cospicui.

PAOLO BORELLINI


Il prototipo di giocatore in grado di ricoprire più ruoli. Ronconi lo utilizzava anche come play-maker, nonostante avesse la statura per giocare come ala alta.
Nonostante i problemi di vista (quanto siamo e quanto manca alla fine - chiedeva ai compagni durante gli incontri), tanto da meritarsi l'appellativo di "tiratore cieco", Borellini era dotato di un tiro mortifero oltre a deliziare la platea con i suoi assist.
Il suo movimento diventato famoso con il termine "la bicicletta", consentiva all'amico e compagno "Chester" Tarabini di andare agevolmente a canestro.
Grande uomo di spogliatoio ed animatore con Bulanti nelle lunghe trasferte, nelle quali la vittima preferita era Tarabini che subiva ogni tipo di scherzo quando cercava di dormire.
Paolo aveva in campo il dovuto savoir fair del capitano. Sapeva andare a protestare con gli arbitri usando modi garbati. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo nel 1984, diventa allenatore per una stagione, dopo la rinuncia di Pucci Ronconi.
Un anno di transizione in atteda dell'arrivo da Sondrio di Ettore Castoldi. Rimane nei quadri della società svolgendo la mansione di medico sociale, prima che gli impegni professionali lo costringono a lasciare l' ASM70.

BEPPE DEL NERO


Del Nero è un simbolo per il basket a Morbegno. Ad una lunga e lungimirante carriera da giocatore ne è seguita una altrettanto esaltante da allenatore che ancora oggi continua. Anche lui protagonista di quella nidiata di ragazzi nati nel 1960 protagonisti a Roma nel 1973.
Da giocatore cercava in maniera ostinata la vittoria, usando tutti i mezzi pur di ottenerla. Spesso andava ad innervosire gli avversari e ricordiamo un K.O. rimediato a Gorla Maggiore in serie D.
Il suo ruolo è sempre stato quello di play-maker mentre solo negli ultimi anni della sua cariera, con Ettore Castoldi in panchina, è stato impegnato anche come guardia. Sempre lucido e freddo come regista, implacabile nelle conclusioni. Grinta e determinazione da vendere, l'unica cosa che mancava a Del Nero era qualche centimetro in più che lo avrebbe potuto portare a calcare palcoscenici più prestigiosi. Nel 1989 ha abbandonato l'attività di giocatore per calarsi in quella di allenatore. Ha subito portato la squadra ai vertici, sfiorando in più di un'occasione il successo, per altro giunto al termine della stagione 1994/95.
Ha allenato la prima squadra dal 1989 al 1996, portandola dalla Promozione alla serie C2 e dopo tre stagioni al settore giovanile dove ha colto brillanti risultati, è tornato nella stagione 1999/2000 sulla panchina della prima squadra.
A tutt'oggi  fa parte dello staff tecnico coprendo il ruolo di allenatore nelle squadre giovanili.


GIANFRANCO BUSI


Ha ereditato i gradi di capitano da Del Nero quando questi è diventato allenatore. Stesso ruolo del suo predecessore, forse meno regista e più realizzatore.
Meglio conosciuto con il nomignolo di "Ciccio", Busi fa il suo esordio in serie D al termine del campionato 1981/82. La sua maturazione avviene con Ettore Castoldi in panchina, mentre la consacrazione con Del Nero alla guida della squadra. Col passare degli anni diventa meno rifinitore e più costruttore del gioco anche perchè al suo fianco vi sono micidiali esecutori come Cazzaniga, Della Cagnoletta e Mazzoni. Dopo aver ingoiato bocconi amari, alzando per due volte il trofeo del 2° classificato nelle finali disputate a Monza agli inizi deglia anni '90, Busi conosce la sua più grande soddisfazione al termine del campionato 1994/95 quando la Pezzini vince a Vimercate lo spareggio con il Tradate, che significa la promozione in serie C2. L'annata successiva culmina con la retrocessione e per l'ASM70 si verifica il secondo cambio generazionale. Busi abbandona l'attività di giocatore ma rimane sempre affezionato alla società dedicandosi alla crescita del settore giovanile.
Gianfranco è  oggi allenatore della prima squadra.

ALESSANDRO NAVA


Prende i galloni di capitano nella stagione 1996/97 quando sulla panchina morbegnese siede Francesco Lamanna. Ricopre il ruolo di guardia e si distingue sin da giovane per la sua velocità e per le doti difensive.
Giocatore in grado di cambiare ritmo ad una partita, sempre presente su tutte le palle vaganti, Nava è stato uno dei grandi protagonisti nella gara di spareggio disputata a Vimercate che consentì alla Pezzini di conquistare la promozione in serie C2.
Lamanna lo promuove a capitano per le sue doti di socievolezza e simpatia che lo fanno uomo "spogliatoio". La sua generosità e la sua esuberanza lo portano spesso ad incorrere in infortuni e negli ultimi anni ha faticato ad essere presente per l'intera durata del campionato.

COSTANTE MAZZONI


La leggenda narra che Mazzoni sia nato al PalaMattei e che iniziò  a muovere i primi palleggi quando ancora era in fasce ed il pallone era ancora più grande di lui.
Da allora Costante è cresciuto, a dire la verità non molto, ma di strada all'interno del basket Pezzini ne ha fatta molta. Leader indiscusso dell'ASM70 dell'ultima generazione, Mazzoni è un vincente nato. Chiamato più volte con l'appellativo di "killer" per la facilità con la quale centra il canestro decisivo. Anche nella gara disputata contro il Lomazzo "stagiome 2000" ha centrato la "bomba" che ha consentito poi alla Pezzini di imporsi dopo un tempo supplementare. Suo anche il canestro decisivo siglato a 2" dalla sirena che anni or sono consentì alla Pezzini  di espugnare Magenta e strappare così un biglietto per le final four di Monza.
A Vimercate nello storico spareggio con il Tradate, "Costi" risultò essere il migliore marcatore con 22 punti: Più utilizzato come guardia che come play-maker in quanto risulta essere maggiormente pericoloso come terminale offensivo, mentre lo si limita se deve organizzare il gioco. Mazzoni ha 35 anni ma la sua voglia di giocare a pallacanestro è la stessa di quando frequentava i corsi di minibasket con Pucci Ronconi.
Attuale capitano della ASM70 Pezzini, artefice insieme a tutti i suoi compagni di quella spettacolare stagione 2003/2004 che ha visto la squadra vincere il campionato di serie D e rientrare a pieno titolo nella serie superiore.
Nonostante la retrocessione dalla Serie C2 alla D il Capitano (con la C maiscola) ha garantito la sua presenza anche per per la stagione 2006-2007. Diventato nel frattempo padre di una bella bimba dovrà diventare anche balia dei giovani giocatori che coach Del Nero inserirà nella nuova formazione.

 
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