C'era una volta.... -

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C'era una volta....

Storia
Giuseppe Ronconi, Sandro Nava e Celso Pezzini (foto archivio ASM70)
1970 La prima squadra di basket a Morbegno (foto archivio ASM70)
In biblioteca, euforia per la presentazione alla stampa dell'avvenuta
sponsorizzazione con la ditta Pezzini (foto archivio ASM70)
....si gioca ovunque (foto archivio ASM70)
La squadra del mitico 1960 in trasferta a Roma - (foto archivio ASM70)

1970 Il "prof" Giuseppe Ronconi
           fonda l' ASM 70 Morbegno                                           
  
Raccontata da Beppe Del Nero

Giuseppe Ronconi detto "Pucci", un ventunenne morbegnese, insegnante d'applicazioni tecniche, getta le basi per una nuova pratica sportiva da insegnare ai "montanari" morbegnesi: la pallacanestro.
Di ragazzi ne conosce molti, vista la sua professione e così non gli è difficile reclutare "mano d'opera" a basso costo che, in cambio di una promozione, venderebbe anche  la propria anima.
Ai tempi lo spazio per giocare erano, il campo delle scuole medie di via Ambrosetti,  e il playground di via Vanoni, dove tutti i migliori cestisti dell'epoca hanno passato molte ore a sfidarsi in interminabili tre contro tre.
Il "Pucci" insegnava una materia nella quale non dovevi studiare troppo; ma non ho mai ben capito se fosse applicazioni tecniche o tecnica applicata al  basket! Nelle sue ore si usciva ad imparare la pallacanestro.
Di soldi ne giravano pochi; i media non ci bombardavano più di tanto con il mito americano e la televisione non era il massimo per sprecarci troppo tempo davanti, però, nel nostro piccolo, si contribuiva alla crescita della multinazionale Coca-Cola. Già ai tempi era difficile giocare solo per la gloria. Le sfide senza esclusioni di colpi avevano in palio la mitica bevanda. Pochi allenamenti e tutto il giorno al campetto.
Me lo ricordo affollato all'inizio della primavera. Chi giocava a "quadrello", chi a "zocca" con le biglie, chi a pallone e chi a pallacanestro. Per giocare dovevi essere scaltro e bravo. C'era sempre la coda e chi vinceva non smetteva mai di giocare. Questo il clima dell'anno. Il "Pucci" da buon "oratore" catechizzava tutti. Da lui si apprendevano i primi rudimenti di questo sport con le molteplici regole; era un maniaco dei fondamentali che c'insegnava fino alla noia; noi si giocava di talento e d'istinto e solo con il passare degli anni si capiva quanto importante fosse questo aspetto della pallacanestro.
In quell'anno, l'attività è svolta nel periodo primaverile ed estivo. Non c'è il palazzetto, (arriverà tra un paio d'anni), non ci sono spogliatoi, ci si cambia all'aperto: si partecipa ai "Giochi della Gioventù" con la Fiamma e l'A3S di Sondrio dove  non arriviamo primi, ma nemmeno ultimi.
Mi piace ricordare i pionieri di questa storia, quelli che hanno dato vita al movimento giocando le prime partite  ufficiali: Emilio Leonetti, Marco Monti, Elio Testa, Paolo Ciapponi "Lesto", Franco Rigossi, Marcello Buzzetti, Alberto Gerosa, Massimo Cornaggia, Paolo Borellini, Vincenzo Cazzaniga, Gianluca "Chester" Tarabini.
"Pucci" guarda anche al gentil sesso e la sezione femminile fa la sua parte: Vanna Bottà, Giovanna Ambrosini, Maria Luisa Galbusera, Tiziana Parolini, Fiorella Gualzetti, Tiziana Zecca, Marilina Speziale, Giulia Vitali, Luciana Re, Gabriella Bonetti, Antonella Massara e Donatella De Giorgio.
Questo in pratica il sunto della prima stagione, poche partite e tanto lavoro ma per tutti è una soddisfazione; non ci sono grosse distrazioni, si studia e si gioca.
La pallacanestro piace, si sta in compagnia, ci si confronta, si fanno nuove amicizie e nuovi incontri. Insomma un nuovo sport entra nel mondo dei morbegnesi. Finisce la stagione e già si pensa all'inverno e a come allenarsi nel rigido freddo valtellinese.

1971/75 Il trittico del mitico "60"

Chi non ricorda questi tempi: le basi sono fondate da quelli nati nel 1957 e '58 e le annate che seguono daranno una forte spinta alla crescita del movimento.
Nascono le varie squadre che si riconoscono essenzialmente per l'anno di nascita: mitiche le sfide tra il '59 di Claudio Bulanti, un'ala dal tiro micidiale; Federico Muru, il primo "compagno" dell' ASM70 e Giampiero Zuccoli, il "capitano" della formazione, contro il '60 di Alberto Gavazzi, grande tiratore, Beppe Del Nero e Flavio Martinalli, detto "Martino", tanto stravagante nel gioco che, in una partita valida per il titolo di campioni interzona, riuscì a segnare con le spalle rivolte al canestro; Roberto Bricoli il figlio del "maresciallo", Lorenzo Rapella e il pivot Domenico Moiola "Meco", mentre i  pionieri del '57 e del '58 e il settore femminile facevano la loro trafila senza infamia e senza lode, le cose migliori in questi anni le esprime il '60.
Nel giugno del '73 batte il Simmenthal e accede alle finali dei Giochi della Giovantù a Roma dove si classifica all'ottavo posto nella competizione nazionale.
L'anno seguente sui giornali titoli a tre colonne: "L'A.S.M. 70 DI RONCONI VITTORIOSA NEL "REGIONALE RAGAZZI" pubblica l'Ordine. siamo Campioni regionali e si va a Treviso. L'eccessivo zelo della federazione non consentiva alla nostra società di scendere in campo per presunte irregolarità di tesseramento; l'immediato ricorso alle "panzane" della federazione ha per noi esito positivo, ma il recupero delle gare era fissato a Mestre, in concomitanza con gli esami di terza media dei ragazzi. Credo che se il "Pucci" fosse stato Preside, alle finali ci saremmo andati, peccato che fosse solo un prof.
Questi i nomi di tutti: Beppe Del Nero, Gabriele Ciapponi, Emilio Riva, Domenico Moiola,Roberto Passerini, Lorenzo Rapella, Roberto Bricoli, Flavio Martinalli, Alberto Gavazzi, Aldo Atro. Non finisce di stupire questa squadra; si sale di categoria, si diventa allievi e le finali sono cosa normale per Gavazzi e compagni. Sbrigate le formalità del campionato, si batte la Forst Cantù che schiera uno che in seguito farà parlare di sè, Bargna Fausto e si va a Novara per le finali interzonali. Battiamo gli "Agnelli" di Torino, ma non l'Ignis di Varese che ci sconfigge con il minimo scarto: 71 a 70. Negli spogliatoi si ricordano le lacrime di Pio Sbalanca. Si cresce e Ronconi, credo decida di iniziare a formare un gruppo per un campionato regionale. I vecchi del '57 e del '58 non possono più disputare i campionati giovanili, e i giovani si dovranno sobbarcare doppio lavoro. Tutti i giorni in palestra con partite di sabato e di domenica.
E la storia continua...............(1970/2000 trentanni di basket)

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