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visti da Renato Cazzaniga

dal 1970 al 1984
Il fondatore del nostro movimento e l'anima tecnica di quasi metà della nostra storia.
Insegnante alle scuole Medie di Morbegno ha diffuso il "verbo" della pallacanestro in modo capillare in tutte le classi di età compresa dal 1957 al 1966.
Con lui c'era un rapporto chiaramente basato sul rispetto e, se vogliamo, sulla soggezione esercitata su noi ragazzi da questa figura, che conoscevamo inizialmente in un ambiente ufficiale e per forza di cose serio come la scuola, che ritrovavamo poi ad insegnarci non più formule e disegni ma bensì i fondamentali di quella che sarebbe diventata anche la nostra passione: il basket.
Mi ricordo i primi palleggi tra i paletti che per l'occasione erano delle vecchie sedie di legno fornite dagli "archivi" del comune, l'orgoglio mostrato da chi poteva dire "mi ha detto bravo" al termine di un esercizio.
Ho iniziato a giocare a otto anni nel minibasket da lui organizzato ed è stato il mio allenatore nei primi anni di militanza nella mitica prima squadra dei vari Borellini, Ciapponi, Gavazzi, Tarabini, Del Nero ecc. Per noi "giovani" di allora poter essere parte di quel gruppo rappresentava l'obbiettivo principale e credo che questo tipo di entusiasmo derivasse proprio dal suo saperci motivare creando grandi aspettative in tutti noi.
Al suo fianco il cognato Lorenzo Rapella garantiva un prezioso supporto tecnico-
Di Ronconi mi ricorderò sempre l'atteggiamento di rimprovero che mostrava nei confronti di noi "matricole" quando, durante le partite, di fronte ad una serie di errori commessi dai suoi giocatori, si voltava verso la panchina scuotendo la testa dicendo con tono concitato "ecco, questi sono i risultati dei vostri allenamenti".
A ben vedere comunque di risultati ne sono arrivati e di ottima qualità.

stagione 1984/1985
Il capitano della squadra storica del basket morbegnese ha vissuto anche un anno da capo allenatore.
Dopo la traumatica uscita di scena di Ronconi e Rapella la società si trovò senza guida tecnica e la conseguente richiesta fatta a Borellini assunse i toni di un'imposizione necessaria a garantire la sopravvivenza del movimento.
Il ruolo di vice allenatore fu affidato a Roberto Passerini. Di quell'anno mi ricordo il frustrante rapporto di Paolo con la classe arbitrale che, motivata dal fatto che lui sedeva in panchina come semplice accompagnatore non possedendo il titolo ufficiale di allenatore, non gli permeteva assolutamente di parlare o di alzarzi durante gli incontri. Da qui una serie impressionante di falli tecnici ed espulsioni assolutamente non giustificate se non, come ho detto, da quel vizio di forma.
La stagione si concluse con gli spareggi di Fino Mornasco disputati in compagnia di Urania Milano e Varese e purtroppo con la nostra retrocessione in Promozione.
Fu un anno davvero difficile, con noi giovani che ancora non garantivamo un rendimento costante ed una serie di coincidenze negative che alla fine ci costarono la bocciatura.
Per Paolo la consapevolezza di avere dato il massimo anche in panchina come in passato sul campo.

dal 1985 al 1989
La squadra è retrocessa, e l'ambiente è ancora scosso per il cambio di assetto societario.
Si opta per una soluzione esterna: l'insegnante ISEF Castoldi, già allenatore a Sondrio.
Mi ricordo gli inizi della preparazione, la curiosità nel verificare i nuovi metodi di conduzione degli allenamenti, il rapporto con Ettore inizialmente molto formale. In breve tempo comunque imparammo a conoscerci e le tre stagioni che seguirono rappresentano il periodo di maturazione del "mio" gruppo (Gottari, Busi ecc.) sotto la guida di un allenatore che, pur arrivando da un ambiente diverso e per tradizione "avversario" del nostro, riuscì ad integrarsi al meglio, anche grazie all'aiuto del vice allenatore Pio Sbalanca, ed a consegnare idealmente al suo successore una squadra con le carte in regola per il salto di categoria.
Indimenticabile di Ettore la scena vista durante una trasferta sul campo della Social Osa di Milano quando, dopo l'ennesimo giudizio arbitrale errato, si tolse una scarpa ed agitandola in aria si rivolse con tono minaccioso alla coppia in grigio.

dal 1989 al 1996 e stagione 1999-
Terminata la carriera di giocatore (il miglior paly maker di sempre del basket valtellinese) Del Nero subentra a Castoldi quasi contemporaneamente all'insediamento di Leoni alla presidenza della Società. E' l'inizio della fase di rinascita in termini di risultati; con Beppe e Pio Sbalanca, confermato nel ruolo di vice allenatore e successivamente rilevato da Alberto Busi, il gruppo acquista maggiore fiducia nei propri mezzi e la grinta che il nuovo coach ha sempre messo in campo.
La regola dice che un giocatore "intelligente" può diventare subito un buon allenatore e Del Nero la conferma pienamente con una regia dalla panchina degna del miglior portatore di palla.
Fenomenali le "romanzine" durante gli intervalli dopo i primi tempi giocati male: ci urlava senza mezzi termini tutto quanto si sentiva dentro, diventando paonazzo e perdendo alla fine completamente la voce. In sei stagioni tre partecipazioni alle finale, due promozioni sul campo e tante partite esaltanti.
Purtroppo l'approdo alla serie C2 avviene quando il nucleo della squadra ha forse già espresso il meglio e per questo non riesce a sostenere il doppio salto di categoria. Beppe Del Nero riceve nel 1995 il premio Panatlhon quale allenatore dell'anno a coronamento di questo periodo magico.
Stagione 1999-

stagioni 1996/97 e 1997/98
Dopo la retrocessione in serie D,lasciano la prima squadra sia l'allenatore Del Nero che il gruppo dei veterani protagonisti delle ultime stagioni. Alla guida del rinnovato parco giocatori viene chiamato Francesco Lamanna, allenatore dall'illustre passato anche in serie superiori, che aveva già guidato con successo le formazioni giovanili della nostra società.
Al suo fianco viene confermato vice allenatore Alberto Busi. Francesco è un tecnico molto concentrato sul gioco aggressivo in difesa e veloce in attacco, concetti che riesce a trasmettere egregiamente ai giovani che compongono la rosa.
Capace di ottenere rendimenti elevati anche da chi fino ad allora non veniva considerato in grado di garantirli, molto esigente durante gli allenamenti, non risparmiava critiche severe la sera del martedì successivo alla partita, quando elencava per ognuno dei convocati gli aspetti positivi o negativi della prestazione offerta. Con lui l'anno di transizione di trasforma ben presto nell'anno di un nuovo salto di categoria (grazie ai ripescaggi), mentre la seconda stagione vede ripertersi il risultato negativo della prima esperienza in C2 con la retrocessione al termine di un campionato tutto di sofferenza.

Stagione 1998/1999
Vice sia di Del Nero che di Lamanna, Alberto Busi viene giustamente incaricato della direzione della squadra per affrontare una nuova stagione in serie C2 (la squadra nel frattempo era stata nuovamente ripescata) con l'aiuto di Fabio Passerini.
Gli anni passati al fianco dei suoi predecessori e le sue buone basi tecniche gli permettono di destreggiarsi sia nella teoria difensiva che nell'attacco organizzato e la squadra lo segue senza difficoltà nelle sue richieste.
Purtroppo anche per lui si presenta l'annoso problema della mancanza di peso e centrimetri dei componenti la rosa e, nonostante un promettente inizio di campionato, non riesce a portare in salvo la categoria. di lui ho apprezzato in particolare la capacità di gestire senza perdere la calma tutte le situazioni avverse vissute durante la stagione e comunque il grande impegno dimostrato dal primo all'ultimo giorno passato sulla panchina.

dal 2000 al 2006
Gianfranco Ciccio Busi succede sulla panchina morbegnese a Beppe Del Nero, che lascia la società per affrontare una nuova esperienza a Calolziocorte, dopo alcuni anni di esperienza con le squadre del settore giovanile. Contemporaneamente avviene il passaggio di testimone anche alla Presidenza della Asm 70 tra Bruno Leoni, che lascia dopo 12 anni, e Stefano Gottari, centro della squadra per 15 campionati consecutivi. Come due dei suoi predecessori (Borellini, Del Nero), Ciccio Busi ha rivestito da giocatore il ruolo di play maker e capitano della squadra dimostrando di possedere, oltre alle grandi doti di tiratore, senso tattico e grande visione di gioco. Assistito dai vice Fabio Passerini e Mariano Codazzi, eredita una squadra forse non ancora convinta delle proprie possibilità e riesce abilmente a far esprimere il meglio a tutto il gruppo. Preciso, sempre informato sulle caratteristiche degli avversari, meticoloso negli allenamenti, ha basato il rapporto con i suoi atleti sulla stima e l'amicizia e, dopo tre stagioni sempre concluse ai vertici della serie D, ha riportato il basket morbegnese ai massimi livelli coronando la stagione 2003/04 con il primo posto assoluto e la promozione in serie C2. Da quest'anno è affiancato nella conduzione di allenamenti e partite dal vice Gigi Caponnetti arrivato a Morbegno da Chiavenna. Spirito di squadra e carattere vincente sono le caratteristiche che Ciccio Busi continua a mostrare e ad insegnare ai suoi giocatori per affrontare al meglio questa annata impegnativa.
La stagione 2005-

dal 2006 al 2008
....non c'è due senza tre e Beppe Del Nero ritorna sulla panchina della prima squadra dell'ASM70 già sua dal 1989 al 1996 e dal 1999 al 2000 per disputare il Campionato di Serie D. Nel periodo trascorso lontano dall’Asm70 ha arricchito la sua carriera con varie esperienze in altre società, in particolare a Calolzio Corte come allenatore nel settore giovanile, dove con la squadra Cadetti ha vinto un campionato regionale, per passare poi agli junior nazionali e, dopo un anno di pausa, alla serie C2.
Beppe tornando a Morbegno ha ritrovato alcuni giocatori già protagonisti con lui in precedenza e un gruppo di giovani che sicuramente saprà valorizzare. Buon lavoro Coach!!

dal 2008 al 20....
.... Ciccio Busi di nuovo al comando della prima squadra dell'ASM70 al posto do Beppe Del Nero che lascia Morbegno per approdare a Cosio dove allenerà la squadra di Promozione.
Busi accetta l'incarico di primo allenatore e aggiunde alla formazione della passata stagione alcune giovani leve delle annate 91 , 92 e un 93.