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raccontata da Beppe Del Nero
1975-
L'esordio nel campionato regionale non è dei più esaltanti: ottavi su undici formazioni partecipanti. La squadra mette in mostra buone individualità e s'intravedono ampi margini di crescita. Paolo Ciapponi e Marcello Buzzetti intraprendono la strada del professionismo: il primo a Roma e il secondo a Bologna con la Virtus. Alla corte di "mister" Ronconi arrivano due sondriesi: Paolo Valenti, di professione giornalista e Gianni Gregorini il forte play dell'allora ALFA CLUB SONDRIO. L'obiettivo principale della stagione è di fare esperienza. La formazione è composta da: Alberto Gavazzi, Paolo Borellini, Enea Ciapponi, Paolo Valenti, Flavio Martinalli, Gianni Gregorini, Elio Testa, Gianluca Tarabini, Roberto Bricoli, Claudio Bulanti, Giampiero Zuccoli, Beppe Del Nero, Alberto Gerosa, Federico Muru e Aldo Passerini. Top scorer della stagione risulta Gavazzi con 18 punti di media a partita.
1976-
Ci lascia Gregorini e rientra dall'esperienza bolognese Marcello Buzzetti. Dal punto di vista dei risultati l'annata è da incorniciare, ma le "banche" alzano il tasso tecnico e, sia nella prima fase , che nella seconda, la Cariplo e la B.P.M. sono sempre davanti ai valtellinesi. Paolo Borellini scavalca gavazzi nella classifica marcatori e Ciapponi Gabriele "scopino" entra nel rooster dei morbegnesi con Sbalanca, Moiola e Michele Villa. Il clima dell'anno è particolarmente mite.
Ronconi non molla le redini del gruppo e i giovani crescono. Vanno di moda le "scope" al bar "Galbusera" e allo "Sportivo" il tutto all'insaputa del "Pucci" che non ammette questo tipo di svago. Per la cronaca Paolo Borellini e Gianluca Tarabini sono la coppia principe del tavolo verde.
1977-
A Cinisello Balsamo La Pezzini si gioca la stagione nello spareggio con la Cariplo di Milano. Il punteggio finale di 58-
La soddisfazione che ci rimane è di essere pronti per la serie superiore. L'annata vede il rientro nelle file dell'A.S.M.70 di Paolo Ciapponi che sarà il miglior realizzatore. Tutti sono concordi nel fatto che la stagione è stata dura e faticosa, il premio della mancata promozione è un'incognita psicologica per l'annata che dovrà arrivare.
L'unico cosa certa è la squalifica del "Mattei" per alcune giornate. Si giocheranno a porte chiuse gli incontri iniziali della stagione successiva.

1978-
La musica non cambia e alle finali della terza fase si arriva un po' scarichi e stanchi. Nell'anno fa il suo ingresso un giovane che nel futuro farà parlare di sè, Renato Cazzaniga che gioca una partita e segna due punti. Inizia l'era dei "panzerotti" e dei "marcellini" consumati a notte fonda dopo il ritorno dalle trasferte al ristorante "La Ruota". Sergio Fumagalli entra nella dirigenza societaria. Annoia la classifica marcatori sempre con il trio Borellini, Ciapponi e Gavazzi che occupa il podio.
1979-
Al primo anno in serie D la Pezzini fa furore: 2° posto nella regular season. Da una matricola non ci si aspettava quest'exploit. Nella rosa dell' A.S.M.70 troviamo proveniente da Sondrio, Umberto Catellani figlio del senatore, Stefano Gottari e Alberto Busi, gente che dirà la sua nella storia della società. Il gruppo così formato acquista nuova linfa dal vivaio che è sempre curato dal "Pucci" e da quelli che a turno sono reclutati per fare gli allenatori a costo zero.
1980-
Nella stagione che fotocopia la precedente, le grosse novità sono le interminabili trasferte fuori regione: Bolzano e Verona tanto per citarne alcune. La Pezzini si fa valere anche in questa stagione vincendo a Bolzano e relegando gli altoatesini all'ultimo posto del torneo. Non arriviamo ultimi nella seconda fase, ma scopriamo che salire di categoria diventa ogni anno più difficile; i giocatori, sportivamente parlando, invecchiano e si logorano pertanto dopo dieci anni di attività agonistica condotta ad alti livelli un po' di stanchezza si sente: non c'è partita nella quale ci si possa distrarre e la concentrazione deve essere sempre al massimo.
I derby con i cugini di Sondrio sono la novità della stagione 81/82. Michele Capararo from Dubino entra a far parte della prima squadra. L'ASM70 è una realtà del campionato e non fa fatica a rimanere nella serie. Le sconfitte con la "Rigamonti" lasciano il segno in una stagione che si chiude con i cugini promossi. Sul podio dei marcatori fanno capolino Beppe Del Nero e Claudio Bulanti che disputano un'egregia stagione.
Stagione 83/84 la Sondrio Sportiva retrocede e la Pezzini espugna il Merizzi, conquistando a fine stagione il quarto posto in classifica proprio ai danni dei cugini, giocandosi l'accesso alla promozione in C2 contro il vigevano. Gavazzi e Bulanti appendono le scarpe al chiodo. Marco Fasani, Andrea Murdaca e i fratelli Busi danno il loro contributo alla stagione che ci vede contendere fino alla fine l'accesso alla serie superiore. Ciapponi, Del Nero e Gottari segnano a ripetizione ma non riescono, nello spareggio, ad essere superiori ai Padani che ci castigano con un secco due a zero.
E' una stagione di profondi cambiamenti. Il "Pucci" lascia la guida della squadra dopo 15 anni di gran lavoro. Un trauma perchè viene a mancare la guida tecnica e spirituale dell'ASM70. Ronconi ha lavorato bene e l'ASM70 vacilla ma non tracolla. Alla guida della prima squadra viene messo Paolo Borellini: è in atto il ricambio generazionale e la cosa non è indolore. La poca esperienza dei giovani, unita al logorio dei vecchi non produce nulla di buono. Si arriva alla fine del campionato 84/85 ad agguantare gli spareggi per la salvezza e, in quel di Fino Mornasco, la Pezzini dice addio alla serie D. Molti del nucleo storico lasciano l'attivitàche dovrà continuare con gli innesti effettuati negli anni passati. Cazzaniga, Gottari, Capararo, Fasani, Busi, Murdaca, Mazzoni, con Del Nero, Bricoli e Tarabini, continueranno nell'attivtà, chi più chi meno. L'imperativo è di non mollare, il vivaio c'è e il basket a Morbegno è una realtà sportiva.
Ettore Castoldi sarà il coach della Pezzini nel quadriennio 1985/89. Sostituisce Borellini e cerca in questo periodo di far fare esperienza ai giovani senza avere l'obbligo di fornire risultati di prestigio. In quest'ottica Castoldi è maestro. Nel quadriennio si prende anche la briga di battere per due volte consecutive la Sondrio Sportiva di Oberti in derby memorabili. Grandi soddisfazioni per la piazza morbegnese e anche per il coach, seppure di sangue sondriese. Le cronache del periodo sono povere di dati come pure l'assetto societario della Pezzini. Si pensa di più a tirare avanti che a cercare di costruire qualcosa. Le giovanili in questi anni sono le squadre che danno più soddisfazioni. Ci si barcamena in campionati di centro classifica senza grossi patemi d'animo e si aspetta che arrivi qualcosa di nuovo.

Ci avviciniamo agli anni 2000 e i ricordi diventano meno fievoli. Alla guida della società irrompe il travolgente Bruno Leoni, che diventa in poco tempo il Presidente del sodalizio. Sono anni di grandi soddisfazioni e di grande lavoro. C'è un via vai di giocatori che reputano Morbegno una buona piazza per continuare a giocare, da Marsetti a Spinelli fino a Cantoni, l'ex di Varese con il quale, grazie anche all'allargamento dei gironi, conquistiamo la promozione in serie D. Sono anni nei quali le occasioni si sprecano. Alla guida della Pezzini troviamo il coach Beppe Del Nero, ha 29 anni e di stare in panchina non ne ha molta voglia, preferirebbe continuare nell'attività agonistica. L'organico negli anni si rinforza con i giovani del vivaio: Gianluca Girolo e Costante Mazzoni, una bandiera della futura generazione, Alessandro Nava e Marco Broggi, un lungo atipico. L'ossatura principale del gruppo è fornita dal tridente "Conte" Gottari, "Tato" Cazzaniga e "Ciccio" Busi. Con gli innesti di Paolo Della Cagnoletta ed Ermanno Masa, si cerca di formare il gruppo per tentare di raggiungere la mitica C2 conquistando la vittoria sul campo. Gli obiettivi di Del Nero sono ambiziosi. Il Presidente Leoni condivide il programma e i giocatori dovranno eseguire il compito affidato per raggiungere il traguardo. Per due anni ci si abbona ad un posto fisso alla palestra "Forti e Liberi" di Monza, nel periodo di fine maggio inizi di giugno, chi segue il basket morbegnese sa dove andare per sostenere la propria squadra. Nella stagione 90/91 per accedere alla C2 occorre vincere lo spareggio con l'Abbiategrasso, ma i milanesi ci dominano sia a Morbegno che in casa loro. Nel 91/92 perdiamo a Monza la finalissima con il Gorgonzola con il risultato di 83-
La Stagione 93/94 segna il cambiamento: allargamento dei gironi e facile promozione in serie D. Ai più sembra un "regalo" più che una conquista. Teniamo duro e ci riproviamo nell'annata 94/95, più vecchi, più saggi e più maturi per tentare l'impresa. L'ossatura della squadra è la stessa con gli stranieri Della Cagnoletta e Masa, cambia anche la formula del torneo: la prima accede direttamente alla C2. C'è nell'aria il presentimento che qualcosa di buono possa accadere. In questi anni si è lavorato sodo, sempre sotto pressione, gli screzi tra il coach e i giocatori non sono mancati. Ai "Bellini" si cerca di chiarire che cosa vogliamo e di mettere a fuoco l'obbiettivo. La stagione è esaltante e la promozione è giocata in terra Varesina nella tana del Malnate. L'incontro è nervoso ma Cazzaniga e compagni non hanno problemi a condurre la partita. E' fatta ma quando meno te la aspetti un arbitro troppo zelante che di cognome fa Gabrielli c'impedisce di esultare: è spareggio con il Tradate di Naletto. La settimana d'attesa per lo spareggio è di quelle interminabili... A Vimercate si scende in massa e il resto è storia. La Pezzini domina l'incontro e buca il muro della serie C. Nemmeno il tempo di gioire che la stagione seguente è alle porte: la squadra è logora e forse priva d'ulteriori forze, la promozione è arrivata sì, ma un po' in ritardo rispetto agli anni di lavoro. Si ritorna mestamente in serie D. La prima squadra attira l'attenzione dei media, ma anche le giovanili in questi anni non sono da meno, ottenendo prestigiosi risultati in campo regionale, con alla guida coach di tutto rispetto quali: Roberto Passerini, Francesco Lamanna, Massimo Vitali e Fabio Passerini. S'instaura anche una profiqua collaborazione con la scuola Basket Cagliari dell'amico Ermanno Iaci, che ci vede impegnati nel torneo pasquale in quel di Cagliari.
1996/2000 L'era di Lamanna, di Busi e il Minibasket
Lamanna occupa il posto di Del Nero e inizia il lavoro di svecchiamento del gruppo. Arrivano le nuove leve Davide Marchettini, Federico Tocalli, Luca Luzzi e Stefano Navone che insieme agli altri rimasti continuano a far vivere la società.
Due anni di grandi emozioni: il primo ci porta agli spareggi con il Cassolnovo, dove la maledizione ci perseguita e non riusciamo a vincere sul campo. Si viene promossi ugualmente in C2 in seguito al forfait dato da altri Club. Nel frattempo Federico Tocalli scende a Lecco per giocare in C1 mentre molti altri giocatori emigrano nelle numerose squadre di serie minore che con il tempo si sono formate in Valtellina. Si notano il sempre giovane Mazzoni e Girolo si perdono alcuni derby pur continuando a crescere. Alla fine di tutto questo ci viene spontanea una riflessione: "la C2 non è "terra" per la Pezzini che, come due anni prima retrocede.
Arriva il momento di Alberto Busi che condurrà la squadra nella stagione 1998/99 dove veniamo di nuovo ripescati in C2. La mancanza sotto i tabelloni di elementi di un certo peso e statura si fa sentire nell'economia del torneo. Busi fa quello che può ma il verdetto finale è sempre quello e ciò ci fa pensare, senza dover essere ripetitivi che quel torneo, per noi, sia troppa cosa.
Mazzoni, Girolo e Marchettini sono i migliori realizzatori.
Si riparte dalla serie D e ritorna sulla panchina dell'ASM70 Beppe Del Nero. La novità del 1999/2000 è che il Minibasket torna ad essere gestito dalla nostra società, una conquista importante per l'economia del gruppo. L'organico è quello dell'anno precedente senza Luca Luzzi e Marchettini, out per tutta la stagione, ma con il rientro in società di Marco Broggi.
Del Nero non riesce nell'obbiettivo di arrivare nelle prime due del girone e l'annata scorre senza grossi sussulti. Finiamo il torneo con 16 vinte e 14 perse, e con il rammarico di aver buttato al vento alcuni incontri che potevano permetterci di fare qualcosa di più. Ci prendiamo almeno la soddisfazione di battere le prime del torneo Besozzo e Fagniano Olona.
Mazzoni e Girolo sono il fulcro della squadra e al coach morbegnese non rimane che puntare sulle giovani leve una volta fallito l'obbiettivo: Alfredo Lucchina, Pieralessandro Favero, Ivan Bianchi, e Daniele Morelli sono giovani su cui contare ma la strada che dovranno percorrere sarà lunga e piena di insidie. Le novità di fine stagione sono le richieste che arrivano dal Calolzio (C2) per accaparrarsi Gianluca Girolo e il coach Del Nero.
Questa in sintesi la storia di 30 anni di pallacanestro a Morbegno, oggi alle soglie dell'anno 2005 la favola continua, la prima squadra è in C2, le squadre giovanili sono un vivaio fertile per la società e il basket a Morbegno continua a raccontare la sua storia...............................